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Jan. 15th, 2010

  • 7:36 AM
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Hicchan             scrive:
*Questi ultimi 5 minuti sono stati così belli che nella mia testa li ho pensati come se li scrivessi/leggessi. Mentre ti agitavi come una scema eri così splendida che avrei voluto scriverci su un romanzo.


Non potevo tenerlo solo nella cronologia dei messaggi.

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No night is too long

  • Jan. 15th, 2010 at 4:47 AM
Ashufigure

Quando dicevano che la notte è lunga.

 

La notte è lunga davvero. Che tu stia studiando, ascoltando musica o forse anche leggendo, o magari guardando uno di quegli stupidissimi summer video che la tua band ha fatto durante il tour estivo -sospetti più che altro per avere una scusa per filmare il nuovo batterista in più di un atteggiamento ambiguo- la notte è lunga.

Specie se sei da sola.

Non so perché io stia meglio la notte. Forse è proprio la solitudine. Di certo non è la temperatura: ho sentito spegnersi la caldaia qualche minuto fa e sto lentamente congelando.

Forse è il silenzio – e allora perché ascolto per la milionesima volta canzoni che già sapevo a memoria?

I miei polpastrelli sono gelati e i miei piedi hanno la stessa temperatura delle zampe dei pinguini.

(parentesi: chissà come mai questa canzone non è diventata il grido dei giovani giovani contro il mondo. Ha tutto: affanculo il governo, la fine del mondo e l'amore eterno. Sarà che è dei Placebo ed è stata discriminata? Ma questo non c'entra molto).

Ultimamente il mio umore è molto peggio del solito: è come se avessi di nuovo sedici anni, voglio morire, voglio essere perfetta, le parole di mia madre pesano come macigni e il mio posto nel mondo sembra solo uno spreco di spazio.

E allora prendo un grosso sospiro, lascio che cada qualche lacrima e poi mi guardo il braccio, dove temporaneamente c'è scritto Bright Lights. E allora sorrido, e chissinefrega, sono pronta a volare via, a fare quello che voglio a essere chi sono.

Non mi dimentico di essere chi sono.

Perché è già da molto tempo che sono uscita dalla tenebre e sono nella luce;il buio essenziale alle mie spalle ancora lì pronto ad inghiottirmi,sono sospesa nell'ombra leggera, ma sono rivolta alla luce.

Vorrei scrivere del bel posto dove la mia mente è atterrata, dei sogni che si sono trasformati in un bel rifugio e non --- ommidio ma questa canzone è ORRIBILE!!!

Dicevo. Non più quel posto orribile dove questa canzone verrebbe suonata di sottofondo, non sono più manifesti più o meno chiari dei miei problemi.

Anzi, stanotte hanno mostrato i problemi di mi cugina, alla quale, forse, dovrei stare davvero più vicina. E lei già più volte mi ha chiesto aiuto in un modo o nell'altro, ma dato che sono la solita stronza...

 

No, fai *TROPPO* schifo. Placebo, EPIC FAIL. Questa e Protect me from what I want. Mai più.

 

A-ehm.

 

 

Ho fame, ho mal di testa, male al collo e freddo ai piedi. E voglio un tè.

Modern Kids

  • Jan. 14th, 2010 at 1:19 AM
Ashufigure
Modern kids future freaks
Following media beats
Everything is on the screen
Can't find a space
The computer erased your heart

We are modern kids
Living through a screen

No need to scour the streets
Your father is out drinking while
Your mother is home
Reading the bible
And you are on your own

Go ahead let your sun shine
You've got to do it your own way
Run away don't hesitate
Run away go run away go run away

Tenement kids flying on e
Pretending they don't give a shit
Dancing for something to be
So out of place
The computer erased their hearts

We are modern kids
Living through a screen

Grabbing today because tomorrow
Is too far away and you are alone
Go ahead let your sun shine
You've got to do it your own way
Run away don't hesitate
Run away go run away


They're gonna get you
Not gonna let you go
They're gonna mess you up
Not gonna let you be yourself
They're gonna tell you
Try to persuade you
They're always fucking with your head

Run Away

Go ahead let your sun shine
You've got to do it your own way
Run away don't hesitate
Run away go run away
Run away


Grabbing today because tomorrow is too far away



 
 

Questa canzone, è tipo, il sesso. E gli Hotel Persona ownano il mio cuore. Alcune sono *troppo* gay anche per me. Però sono tutti poppin, carini, felici, e questa canzone è... è vero. Cioè, è tutto vero.

Mi sento troppo una ciozza XD Ho bisogno di qualcuno con cui andare a Berlino quest'estate, le iscrizioni sono aperte. Dal 1 al 8 agosto.

goodbye

  • Jan. 9th, 2010 at 2:10 AM
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I promised myself I won't shed tears for separation. I didn't.
Fuck you.

NEVE! <3

  • Dec. 18th, 2009 at 8:21 PM
Ashufigure
Sono una donnina di marzapane che vive in un mondo di zucchero a velo <3
Le mie tette sono caramelle gommose (._.”)
e il mio cuore una goccia di cioccolata (fondente XD)

*__*

Bright Lights

  • Dec. 2nd, 2009 at 3:03 PM

un'altra risata iserica

  • Nov. 19th, 2009 at 2:36 PM
Ashufigure
http://www.youtube.com/watch?v=PuDiRAr0dIQ

Sto ancora ridendo, direi da ieri sera, perché cioè… Governo Berlusconi GRAZIE dell’ottima fantastica idea.
Massì, bocciamo la proposta di aggiungere l’omofobia come aggravante, tanto poi gli diamo lo spot.

LOL.

Rido perché sennò m’incazzo.
Ma forse sono già incazzata, forse è solo un’altra risata isterica

(Aggiungerei anche che è il meraviglioso fatto che mia madre non si sia indignata davanti a questo scempio a farmi incazzare davvero.)

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ECG

  • Nov. 13th, 2009 at 12:12 PM
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Avrei voluto portarmelo a casa, giusto per dire che qualche battito del tuo cuore mi appartiene. Quelle curve sottili che ci tengono in vita, chissà come sono le mie. Continuo a pensare a quel foglio, a quante cose sono successe, la miocardite, genova, Luca e blahblah.
Poi mi rendo conto che non me ne frega un cazzo. Voglio un ECG, di qualunque persona sulla faccia della terra. Voglio dei RX, delle RM, voglio TANTI referti medici, perchè...

... Anatomia è mia.

Rubato da Nari XD

  • Nov. 12th, 2009 at 4:03 PM
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Chi è la prima persona che vorresti vedere crepare di una morte lenta e interessante? Solo una? :D
Fai spesso caso ai nasi della gente?  Solo se stanno dicendo “Pappardelle coi ramarri” perché gli si muove la punta del naso stile coniglio XD
Quante volte ti sei chiesto che animale è Pippo? Nessuna.
Se tu fossi cieco, cosa guarderesti? Niente, immagino.
Preferisci vomitare o svenire?  Non sono mai svenuta, quindi così, per provare! *O*
Cosa penseresti di un uomo che indossa mutandine rosa? Gli chiederei dove le ha comprate XD
Ci usciresti ugualmente? E perché no, scusa?
Quando ti radi le tue gambe si irritano? No e__e
L’idea che sotto la carne siamo tutti scheletri che sensazioni ti crea? Consolante.
Preferiresti essere deriso da un centinaio di bambini o parlare con Aida Yespica? Aida, ma solo perché gli altri sono bambini XD’
Ti rifaresti gli zigomi? No, perché, dovrei?
Arancione o giallo? Nessuno dei due, per dio.
Perché bevi alcolici? Perché me li offrono
Perché secondo te solitamente il colore marrone viene snobbato o comunque non piace? Perché ricorda la cacca!
Il pene di Michael Jackson è nero?  Non ne ho la minima idea, ma penso di no XD
Tuo padre ti picchia? NO!!!!
Hai mai fatto la pipì in una piscina? E chi dice no, scusa? XD”
Quando hai un brufolo giallo in fronte lo fai scoppiare o lo trucchi? Scoppio, odio il pus ç.ç
Sei mai uscita con un calciatore? Non che io sappia’
Se stai dormendo e qualcuno ti chiama cosa dici? Che c’è? *con sommo scazzo*
Ti andrebbe di parlare con qualcuno con cui non parli da un po’? non credo. Se non lo sento da un po’ un motivo c’è, no?
Sei incazzato con l’ultima persona che ti ha chiamato? No ._. anche se è mia madre, quindi tutto è possibile XD
Speri che cambi qualcosa nel prossimo mese? Sono aperta alle belle novità.
Sei pronto all’inverno? Sempre, non vedo l’ora! <3
Se potessi uscire di casa adesso dove andresti? Oddio, a quest’ora?  Ma sono già fuori casa, sono da mika! XD (lei si sta facendo la doccia)
C’è qualcosa di rosa a meno di 1 metro da te? Sì, tutta roba di nari XD
Cos’hai fatto la scorsa notte?  Guradato my so called life ç_ç
Sei rinchiuso in una stanza col tuo peggiore nemico per tre giorni, cosa fai? Ci litigo a morte XD la sua, per essere precisi.
Questa settimana hai baciato qualcuno x cui provi qualcosa? No, purtroppo.
Quand’è il tuo compleanno? 20 marzo
Se potessi avere qualunque cosa adesso, cosa vorresti? Un moroso come dico io, immagino.
Pensi di essere una persona litigiosa? Sì e me ne vanto :D
Come sta il tuo cuore ultimamente? Sta.
Perdoni facilmente? A volte.
Come sono i tuoi capelli? Viola <3
Ti importa delle persone che ti odiano senza motivo? No.
Dov’è il tuo cellulare? Sul mio ginocchio, e vibra per i messaggi di nari XDD
Preferisci capelli chiari o scuri nell’altro sesso? Scuri **
Ricordi l’ultima volta che ti è piaciuto davvero qualcuno? Sì XD;
Qual è la prima cosa che fai appena entri in casa? Buttare le chiavi da qualche parte, togliermi il cappotto e le scarpe
Guarda dietro di te, cosa vedi? La libreria di mika
Hai una buona vista? Ottima <3
Come è stata la settimana? Ironic XD
L’ultima macchina in cui sei stata? La mia macchinina nuova **
Quando bacerai qualcuno? Spero quanto prima XD
Di che colore è la maglia che indossi? Nera. Sotto il vestito verde.  A fiori.
Quanto lunghi sono i tuoi capelli? Sono storti, non vale come domanda XD
L’ultimo film che hai visto? Truman Capote, a sangue freddo
Dove hai dormito stanotte? Nel mio letto <3
Sei felice ora? Sono molto contenta <3
L’ultima cosa che hai detto?  Un insulto scherzoso a mika random, non ricordo. Per scherzare.
L’ultima volta che ti hanno spezzato il cuore? Non ricordo.
Quali sono i gesti che fai quando sei nervoso? Mando a cagare la gente molto peggio del solito.
Qual è il tuo colore preferito? viola
Qual è la prima cosa che hai fatto dopo che sei uscita di casa oggi? Mettermi le cuffie dell’mp3
Se potessi cambiare il colore dei tuoi occhi lo faresti? Forse sì.
E’ facile stressarti? Sì, ma reagisco bene
Di chi è l’ultima chiamata persa? Mamma
Quante ore hai dormito la notte scorsa? Poche XD
Se potessi, ti sposeresti anche adesso? Giammai!
Ti ricordi com’eri tre anni fa? Non tanto. Non so se purtroppo o per fortuna.
Sei una persona che perdona? A volte.
Come sta andando la tua vita? Procede.
Dormi con la tv accesa? Mi addormento davanti alla tv a volte.
Pensi di essere vecchia? No O_O
Hai paura del buio? Assolutamente no.
C’è qualcuno a cui non riesci a smettere di pensare? No O_o
Sai affrontare la realtà? Sì <3
Cos’è che fai più spesso? Parlare XD
Chi è la persona in cui hai più fiducia? Smocchanna!
Dove ti trovi esattamente? In camera di mika, sassuolo, modena, italia, europa, pianeta terra, sitema solare, universo.
L’oggetto nero più vicino a te? Il mio telefono.
E quello d’argento? I miei anelli e la collana <3
Città o campagna? Un po’ una un po’ l’altra
Hai freddo? Molto ç_ç
Stagione preferita? Inverno <3
L’ultima cosa che fai prima di andare a letto è la pipì? No, mi lavo i denti XD
Devi far pipì ora? No XD
Cosa hai sognato stanotte? I Blue October
Il colore delle tue lenzuola? Rose gialle e arancioni
Sei mai stata un giorno intero senza mangiare? Più d’uno XD
Ti piaccione le fragole con la panna? Preferisco con il limone e lo zucchero!
Ti piace essere abbracciata quando piangi? Sì ç_ç
Ti commuovi spesso? No <3
Hai un MySpace? NO!
Cos’hai sul desktop? Mononoke
Come la chiami tua figlia? Quale figlia? (Elsinor)
Mangi Kebab? CERTO CHE Sì!!!
Ti andrebbe di visitare la Polonia? Già fatto XD
Hai mai leccato la guancia a qualcuno? Eccomeno.
Di cosa non vedi l’ora adesso? Di sdraiarmi **
Lasci un saluto:  …’fanculoH! <3!

Ironic

  • Nov. 12th, 2009 at 11:46 AM
Ashufigure

Questa giornata si sta rivelando molto ma molto weird.

Mia nonna ha quasi scoperto che mia sorella è lesbica non aiuta.

E il fatto di aver finito My so-called Life (mi mancheranno da morireeeee ç.ç””) non è di maggior conforto, certo.

 

Da notare come l'ultima puntata fosse incentrata sul concetto di ironi, come, a quanto pare, si sta per svolgere questa lunga giornata.

 

E no, non ce l'ho fatta a non rendere totally epic il momento, scrivendo questo post ascoltando Ironic di Alanis Morissette.

 

Auguratemi buona fortuna.

ALL MY LIFE

  • Nov. 1st, 2009 at 12:50 AM
Ashufigure

Oct. 30th, 2009

  • 1:42 AM
writing

<<Kill me.>> he said. <<Kill me>> he prayed, kneeling down with half breath. <<Kill me, kill me...>> he wishpered <<Death will be the gratest gift of my entire life.>>
<<You will left 'em alone...>>
<<I know, I know, I know...>> he muttered a thousand times <<But my soul had left this body so many years ago that I've already abandoned 'em.>>
<<Ok.>> I said.

Mi ha raccontato il suo primo ricordo con una riluttanza incredibile, come se gli avessi chiesto il modo in cui si masturbava. O qualcosa del genere.
Con l'indice guantato sospinse gli occhiali che gli erano scivolati lungo il naso da poco sbendato.
<<Il mio primo ricordo>> incominciò <<è mio padre che mi strilla di stare fermo, e mi chiama nasone.>>
C'era una quantità abnorme di documenti su suo padre, sulla sua intera famiglia, come se le fotografie e i video fatti in casa potessero soppiantare quella realtà che invece svelavano.
Non sorride spesso in quelle foto. Non con gli occhi, almeno. Sembrava quasi che qualcuno gli avesse appiccicato una bocca sopra la sua, rigirando il broncio e trasformandolo in uno smagliante sorriso di circostanza.
La plastica al naso peggiorò quell'impressione: le sembianze di una pelle fatta di plastica e di qualcosa ultraterreno venneroaggravate.
A volte sembrava un alieno anche a me, a me che lo amavo così tanto.
Sua sorella era forse l'unica ad averlo mai capito davvero. Sebbene fosse nata dopo di lui si comportava come se fosse la sorella maggiore: lui era troppo fragile, troppo diverso, troppo sensibile per combattere le proprie battaglie.
Il giorno del suo funerale mi ha ringraziato. Credo che lo sappia, immagino che anche se non a parole glielo avesse detto, in qualche modo.
Le ha comunicato che se ne sarebbe andato. O che era già partito. Credo che le fosse bastato uno sguardo per saperlo.
La prima volta li ho incontrati insieme. Lei parlava con un gruppo di miei amici, lui era nascosto dietro la porta del bagno, osservando il tutto con occhi vigili dal piccolo spiraglio lasciato dalla porta aperta.
Come se si nascondesse da noi. Come se volesse partecipare ma non potesse.
<<Non potevo, infatti. Non capisci? Io ero nasone, lei era quella bella, lei era una donna. Lei vi avrebbe abbagliati e io sarei stato una sagoma scura che si muove dietro un flash insistente. Ed ero nasone, nasone, nasone.>>
Avrei voluto che non avesse mai ascoltato una parola, niente, di quello che usciva dalla bocca di suo padre.
Lo invitai ad uscire dal cesso, solo me e lui e lui mi portò nella loro cucina preparandomi un tè.
Non so perché lo fece: era una sua abitudine bere il tè, presa durante qualche anno che aveva passato in Inghilterra nella sua infanzia.
Quando sua sorella ci trovò in silenzio a sorseggiare dalle tazze ordinarie la bevanda calda sembrava più incredula che contenta di vedere il fratello fuori dal bagno.
<<Per lui il tè aveva un significato rituale. Non era una cortesia per gli ospiti, era più anche di una semplice abitudine... il tè lo portava ad un livello superiore da questa vita, lo rendeva pari agli altri perché... per prepararlo doveva concentrarsi su questa vita e non...>> me l'ha detto oggi, poi è scoppiata di nuovo in lacrime.
Oggi era il giorno del suo funerale.
Vorrei ricordarmi altre cose, vorrei poter scrivere la sua vita come se gli fossi sempre stato accanto, fedele testimone della sua esistenza.
Ma non è così.
Mi consideravo un buon amico per lui, una cara persona, il suo medico curante, ma nulla più.
Ora che ci penso, credo di sapere perché abbia chiesto a me di ucciderlo. Prima di tutto potevo farlo. E l'avrei fatto per lui.
Ora so che lo sapeva, so benissimo che sapeva cosa provavo in realtà per lui.
Questa strana forma d'amore che mi ha intristito il cuore alla sua dipartita e me l'ha rasserenato con un sollievo inaspettato, come se la sua sofferenza si fosse appoggiata a me lieve, delicata, silenziosa, senza che me ne accorgessi. Quella malinconia che lo deprimeva ogni giorno è stata sconfitta dalla morte con il sollievo di entrambi.
E di tutti quelli a cui lui aveva permesso di avvicinarglisi.
Scommetto che molte delle lacrime di oggi nascevano da questa sensazione liberatoria, così simile a quello che deve aver provato lui in punto di morte che ce l'ha fatto sentire ancora più vicino.
Paradossale. E tipico di lui. Allontanarsi per rendesi più nitido, per lasciarsi mettere a fuoco e per metterci a fuoco.
Ma era da troppo che la sua luce abbagliava noi, le nostre ombre per lui si erano rese troppo confuse.
La distanza era cresciuta troppo.
Il giorno in cui mi sono laureato in medicina si è strappato il braccialetto in acciaio chirurgico che attestava la sua allergia grave alla penicillina.
<<Ricordatelo>> mi ha detto <<Per favore>> ha imploranto.
E quel giorno quando mi ha chiesto di ucciderlo... lo sapevo. L'avevo capito. Mentre il mio ago trasferiva in lui un medicinale che guarì milioni di persone ma che uccise lui, lui mi h chiesto scusa.
<<Scusa>> prima di scivolare dal letto, inginocchiandosi nuovamente a terra grottescamente, come se stesse chiedendo nuovamente ammenda per dei peccati che sapevo non aveva mai commesso.
<<Scusa>> e non avevo bisogno di chiedergli per cosa. Me l'ha chiesto perchè sapeva di avermi sfruttato, di aver approfittato del mio amore per lui.
E mentre gli chiudevo gli occhi mentre anche le ultime contrazioni nervose sparivano mi sono sentito felice, perché nonostante non gli avessi mai confessato questo amore lui ne era cosciente. Mi aveva regalato i suoi ultimi istanti, l'unico vero momento che l'avrebbe reso uguale a tutti gli altri.
<<Ti amo>> ho sussurrato alla sua bara aperta prima di andarmene, sfiorando con un dito la curva plastica del suo naso freddo. <<Ti amo>>

Sinceramente...

  • Oct. 30th, 2009 at 12:17 AM
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( . ) ( . )




non sembrano due tette anche a voi? XD

Admo e la surrealtà.

  • Oct. 29th, 2009 at 2:15 PM
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Andare agli incontri dei volontari è un po' come andare dalla psicologa: quando esci il cuore ti sembra molto più leggero, il mondo smette di essere caotico e tutto assume la giusta prospettiva.
Sono uscita canticchiando sillabe senza senso, aggrappandomi ai pali davanti al policlinico e usandoli come perno per girare in tondo, attaccandomi a quello successivo per uscire sul piazzale.

Io amo il freddo della notte, il suo odore, le luci, il relativo silenzio.

E mentre sono lì ad assaporare il momento, si sentono delle voci.
Piccola punta di panico. Fisso la strada e tento di ignorarle.
Si aggiunge un rumore. Un rumore continuo di ruote che sfregano come... skateboard.
Alla fine mi decido a voltarmi ed eccoli lì: tre ragazzi sui roller, casco, felpa di pile e lucine ovunque.
Dal parco di fianco al policlinico arrivano altre persone vestite allo stesso modo e io non posso fare a meno di ridere.

È surreale. È tutto così meravigliosamente surreale: donne uomini e ragazzi che saltano in giro, controllano che la strada sia libera e riprendono a pattinare.

LOL.

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LoveLoveLOVE

  • Oct. 4th, 2009 at 8:33 PM
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L'amore è un sentimento complicato.
Imprevedibile.
Non ti dice 'sto arrivando', ma ti coglie di sorpresa.
Certe volte, poi, proprio non arriva...
Così ad un certo punto è troppo tardi per imparare ad amare...ed anche a provarci, i gesti che dovrebbero essere spontanei e sinceri appaiono solo come una misera recita.
Negli occhi non si accende alcuna scintilla, il cuore resta freddo, l'anima nel profondo è indifferente.
Chi afferma di non essere capace di amare non è cattivo, non è un mostro...è semplicemente triste, e solo da troppo tempo, e anche quando dice che esserlo non gli pesa, dentro implora che qualcuno gli insegni, che qualcuno compia il miracolo.
Che qualcuno almeno un po' lo ami, e di poter ricambiare...di poterci riuscire.
Persino soffrire, piuttosto che non provare nulla!


In un paese d'estate (parte V) - di Unmei, archivio fanfiction e original YSAL


Unmei, grazie <3

...

  • Sep. 17th, 2009 at 3:10 AM
L
Sono quasi le tre di notte, e sto piangendo.
E ascolto Tiziano Ferro come una qualunque bimbo minchia.
Piango perchè mi sento sola, perché intorno a me vedo solo... amore.


E io che sono ancora ferma qua, a chiedermi se mai io sarò in grado di amare altre persone a parte... quelle che ho lasciato indietro.

E mi dispiace di saltare su a volte, ma non capisci, davvero non capisci, che è una reazione che nasce come le onde del mare?
Mi ritraggo, cerco di scappare, e poi trabocca, si trasforma in quell'onda d'odio inutile e ripetitivo perché...
perché...

E nego il negabile
Vivo il possibile
Curo il ricordo
E mi scordo di me
E perdo il momento
Sperando che solo perdendo quel tanto
Tu resti con me


queste sono le uniche parole che riescono a spiegare quello che è successo tra noi.
Se avessi detto sì... non saremmo ancora qui.
E io non potrei avere quel poco che ho.

Mi aggrappo alla speranza che il sole splenda sopra questa pioggia fine e insistente, ma l'acqua sta allentando la presa... il mondo si sgretola e io sono ancora sull'orlo di quel burrone. Solo che adesso lo so, lo vedo, e ne ho il terrore.

...

  • Aug. 31st, 2009 at 10:53 PM
L
L'abbraccio della bimba, profumato di Platinum Egoiste e pesca.
L'abbracci di nari, così grande e confortevole.
Quelli del rospo che ci sono stati, ma le sue mani erano sempre impegnate in altro – e no, se avesse stoccacciato sarebbe andato bene lo stesso, di solito giocava a qualcosa.
Gli abbracci caldi di mocchan, ma che nel fondo senti sempre che “non sono adatta a fare queste cose, non sono coccolosa e e e...”.
Gli abbracci di Luca, così sottile che gli sentivi il cuore.
Quelli della mamma, che lo sai sta pensando “sei troppo grande”, quelli di tua sorella “oddiocheschifoaiuto” ma che si sforza di rimanere lì.
Quelli del papà che sanno sempre un po' di legno e sudore, ma che sono brevi come pacche sulle spalle.
Quelli di spina che pensa solo alle tette.

Io lo so. L'ho sempre saputo quello che pensate e capisco. Si sente nella minima angolazione, nel modo in cui muovete le mani sulla mia schiena, dal modo in cui appoggiate o no il mento sulle mie spalle,

Il Val aveva un gran bel modo di abbracciarmi. Sgtringeva tanto, mancava quasi il fiato ed eri per forza costretta a fermarti a stare lì, solo in quel momento, con tutto -anima, cuore, corpo, mente.

Ma ora il Val come tanta altra gente se n'è andata e, beh, per citare Katina “OMMIODIO SONO UN MOSTRO”.

Qualcuno mi dia una grassa e consolante psicoterapeuta nera con una scatola di kleenex, possibilmente di Titti e un enrome, solido presente abbraccio.
Così colmo d'amore da farti sentire in colpa.
Così forte che ti toglie il fiato.
Intenso e breve, e che non appena le braccia abbandonano la presa ti si allarga un sorriso sulle labbra.

Ho bisogno d'affetto, e non so più come chiedervelo.
Ho bisogno di voi, per non scoprire in punto di morte di non aver vissuto.
Venite con me
Basta che mi ascoltiate
Non lasciatemi solo...

Carl e Lu 4

  • Aug. 21st, 2009 at 12:44 PM
writing
Lu stava mangiando una gelatina alla frutta quando Carl tornò a fargli visita.
-Ehi, ciao! Pensavo tornassi nel pomeriggio. Non ha capito come mai le infermiere ti lascino passare, così.- un boccone rosso e molliccio sparì nella bocca di Lu.
-Sai, l’infermiera, quella carina…-
-Quella che hai scioccato?
-Trovi la scioccata carina?- Carl rimase allibito dai gusti nell’altro sesso di Lu –Ma è cessa! Non è lei, comunque, te la farò vedere; lei ha un fratello gay.- Carl ammiccò, sottintendendo che l’avere un fratello gay significava per forza sostenere al causa gay. –Sono qui perché ho preso una settimana di ferie, con la promessa di Riccardo di prenderne una seconda se ce ne dovesse essere il bisogno.-
-Non dovevi… sono le tue ferie, le vuoi passare con un paralitico?-
-Ne avevo due dall’anno scorso. Tutto l’affare della Bosch mi ha inchiodato alla scrivania.-
-Sì, ma non avresti comunque dovuto…-
-Beh, posso sempre tornare in ufficio.-
-No.- Carl rise –No, cioè...- Lu avrebbe voluto alzarsi, abbracciarlo, stringerselo contro e ringraziarlo adeguatamente, ma… gli fece un cenno, ma Carlo non afferrò il messaggio e lo guardò con aria interrogativa.
-Oh, vuoi venire qui?-
-Sì, sì! Che c’è?-
Appena fu a portata di braccio Lu lo afferrò per la vita, costringendolo a chinarsi verso di lui con prepotenza. –Gra – zie.- intervallò le due sillabe con un bacio.
-Prego. Se il ringraziamento che ottengo è questo, farò molte cose di cui essere meritevole.-
-Si prospetta una settimana interessante…-
Si baciarono di nuovo, come die bambini che hanno scoperto un nuovo gioco e lo ripetono all’infinito.
-ODDIO!-
-Mamma!- Carl si staccò dalle labbra di Lu con una velocità spaventosa, mentre Lu identificava sua madre nella signora ultrasessantenne che si affacciava sulla soglia.
-Ciao mamma.- la salutò nervosamente.
-Tesoro, come stai?-
-Paradossalmente bene. Anzi: paraplegicamente bene. Sono solo le botte che mi fanno male quando mi muovo. Quella parte di me che riesco a muovere.-
Carl ebbe l’istinto di tirargli un ceffone, e la madre di Lu scoppiò in lacrime.
-Ehi ma… va tutto bene…-
-Non farmi coraggio Luigi! Sai cosa significa?-
-Sì, che non rimorchierò più come prima.-
il ceffone arrivò, ma da sua madre. Se ne pentì nell'istante successivo e le venne in mente che non l'aveva mai picchiato. Non lei.
-Luigi...- farfugliò sommessamente, lui non le rispose. Non si guardarono per lunghi minuti, nei quali Carlo non sapeva che fare.
-Luigi, scusami.-
-Ho quasi trentun'anni e tu mi tiri uno schiaffo?-
-Stavi delirando.-
-Non sono isterico, mamma. Al massimo lo sei tu.-
-Lo so, scusami. Sono sconvolta. Sono sconvolta soprattutto dal fatto che sembra che non te ne importi.-
-Ah, tu sei sconvolta. E io che dovrei essere che per una stupida caduta sono paralizzato?-
-Mi dispiace... c'è qualcosa che posso fare per farmi perdonare?-
-Esci un secondo, va a prendere un po' d'acqua.-
La donna si allontanò dopo una lunga e significativa occhiata ad entrambi.
-Tua madre è...-
-La regina del melodramma?-
-Avrei detto spaventosa, ma sì, anche la tua definizione mi sembra appropriata. Mi sorprende che tu non sia un travestito, un trans, o una checca senza speranze.-
-Ho avuto un periodo.-
-Voglio vedere le foto!-
-Ogni singolo carnevale della mia esistenza. È un discorso importante, ma dobbiamo farlo in fretta.-
-Ok, vado a casa , pranzo e torno. Ce la farete a parlare, no?-
-No, dicevo, me e te.-
-Oh.-
-Ecco, non le ho mai presentato un uomo, sai com'è: non erano altro che scopate, o amici, ma non erano gente che valesse la pena di presentarla e di turbarla.-
-Sì, lo so.-
-Però sa che sono gay, cioè, io... non so come presentarti. Non sei il mio ragazzo, sei tropo vecchio.-
-Ehi!- Carl gli diede un piccolo buffetto sul braccio (peloso), ma non ritirò la mano, lasciandola l, godendosi il calore ruvido dell'avambraccio di Lu.
-Vedi, è questo. Non so nemmeno s tu sei il mio compagno, se abbiamo qualche impegno l'uno nei confronti dell'altro.-
-Lo vorresti?-
-Non lo so, non è una decisione facile. Non so se posso volerlo.-
-Oh, se lo vuoi lo vuoi, che tu possa camminare o meno.-
-Non posso obbligarti.-
-No, è vero. Ma non mi stai obbligando.-
-Mi sembra compassione.-
-Se fosse successo dopo il nostro incontro, invece che prima, credi che sarebbe diverso?-
-No. Ci conosciamo troppo poco.-
Rimasero in silenzio, finché esattamente cinque minuti d'orologio dopo la madre di Lu non rientrò. -Tesoro, scusami.-
-Non ti preoccupare mamma. Ti ho detto di essere gay ma non ci hai mai dovuto fare i conti davvero, e sono diventato quello che non ti saresti mai aspettata. Comunque- il ragazzo afferrò la mano di Carl che aveva sul braccio e lo tirò verso di sé -questo giovane fanciullo di ventotto anni , impeigato nell'ufficio di traduzioni e brevetti più esclusivo della città non è, ancora, formalmente niente. Ci siamo conosciuti un mese e mezzo prima dell'incidente. Abbiamo parlato e straparlato, ma... ecco, sì, lascia stare.-
La donna roteò gli occhi al cielo, e Carl ne approfittò per baciare Lu di sfuggita.
-Si può sapere che ti dice la testa?-
-Non so, è da un po' che non la sento. Mi ha detto di essere andata a comprare le sigarette e non è più tornata.- i due ragazzi si scambiarono un'occhiata complice. -Lasciamo stare?-
-C'è altra soluzione?- gli rispose sua madre, rassegnata.

Australia

  • Aug. 11th, 2009 at 1:50 PM
sweet sleep
Ebbene sì. Il mondo dei miei sogni è vasto e infinito da raggiungere persino il down under più immaginifico della storia della fase rem.

Ricordo solo l’ambientazione e pochi altri dettagli: i paesaggi verdeggianti, i rumori della foresta, la capanna dove alloggiavo con altre tre persone – madre, padre e figlio biondo e tondo a carico.
Il bambino assomigliava in modo inquietante a quello della ninfa di quel sogno che ho battezzato “I cacciatori di perle”. Anche l’intero scenario di Australia sembrava essere un copia incolla, ma se “ne “i cacciatori” per entrare nella foresta si doveva accedere per una comunissima porta bianca e si aveva la straniante sensazione di essere in una stanza –enorme, altissima, umida ma pur sempre un luogo limitato di cui non sei in grado di vederne i limiti- in “Australia” c’erano verdi pareti di liane, piante che si arrampicavano su fianchi di montagne di cui mai nessun uomo avrebbe visto la vetta.

Sarebbe inutile provare a spiegare a parole quelle immagini e la sensazione di potenza che ne scaturiva. Potenza nel senso di essere in potenza, di nascente possibilità di essere o non essere, sì o no, in un futuro così enorme da poter essere sempre perfetto qualsiasi decisione o chiunque si decida di essere.

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Oniria

  • Aug. 9th, 2009 at 2:40 PM
Ashufigure
Ho deciso di prendermi una giornata di pausa, arbitrariamente.
Ho deciso nonostante il test di ammissione. Ho deciso nonostante tutto che ho bisogno di una pausa, di distrarmi dal caldo e di fare qualcosa di creativo e non di costruttivo.
Ho deciso perchè ne ho bisogno. Ma sopratutto ho bisogno di non pensare seguendo certi binari prestabilita dal mio metodo d'apprendimento (peraltro completamente inadeguato a sostenere uan prova così nozionistica e vasta, su argomenti dei quali non ho mai sentito parlare).
Devo andare a Cesena.
Probabilmente andrò sola, devo anche abituarmi all'idea.

Altro sogno stanotte, ma meno stravagante di quello dell'altra notte.
Il mio cervello deve aver elaborato quelle strane immagini ad un'ora imprecisata tra le 5.38 del mattino -ora in cui mi sono svegliata e ho preparato il futon per dormire di sotto- e le 10.30, ora del risveglio della mia coscienza.
È partito da un'immagine della notte prima, in cui mi sono rinfilata un vecchio vestito che ho messo una sola volta per provarlo con una gonna appena comprata. Nella realtà lo specchio mi rifletteva con accanto mia madre, nel sogno lei non c'era, né intorno, né nello specchio accanto a me.
Ma chi c'era nella realtà del sogno erano Luca, la Bimba e la Quarta Figura, alias L'Ombra, alias Colui-che-non-sai-chi-sia-ma-c'è.
E con il mio vestito indossato una sola volta e la gonna nuova mi infilavo in camera mia per poi uscirne con un abito che Lestat avrebbe certamente apprezzato per l'estetica decadente e per l'espressione dello status che ogni stoffa di cui era composto -damasco viola e nero, velluto, seta- urlava. Un messaggio forte e chiaro: “Io sono meglio, meglio di tutto, io sono la suprema pietra di paragone contro chiunque perderebbe, persino Gesù Cristo tuo Signore.”
Avevo i capelli pettinati all'indietro, come un vecchio damerino degli anni '50 che si è fatto bello per impressionare i genitori della ragazza che sta per portare al ballo -e poi sbattersi nel motel più vicino ed insieme economico che abbia trovato-, le labbra di un rosso rossetto innaturalmente opaco, la pelle così bianca e così priva di imperfezioni che è il sogno di ogni estetista.
Nello specchio sorrido soddisfatta, e noto con orgoglio che i miei canini sono innaturalmente sviluppati. Qualcuno tra i tre figuranti alle mie spalle mi sistema la cravatta, portandomi così vicino alla perfezione che guardarmi è fastidioso.
Non è il mio corpo o il mio viso o il mio essere lì, ma il mio essere vestita in quel modo e il sapere esprimere quello che mi sussurrano i vestiti a rendermi così superiore rispetto agli altri. È il mio riuscire a riflettere ciò che indosso e a renderlo più intellegibile agli altri che mi rende Il Meglio.
Ci spostiamo in salotto, in cui la Bimba amoreggia con Luca mentre io distribuisco le carte -e noto che come ci si dovrebbe aspettare da un vampiro che anche le mie unghie hanno subito una qualche trasformazione che le rende più- e guardo l'Ombra.
"Non vogliamo certo essere inferiori a loro"
E mi chino a baciarla, sovrastando la sua figura seduta al tavolo da pranzo del mio soggiorno. E quando mi stacco le sue labbra sono tinte dalle mie e dal suo sangue, e riconosco il suo viso.


A questo punto credo di essermi svegliata, girata nel letto -poggiando la testa dove prima stavano i miei piedi e i piedi dove c'era la testa e aver ripreso a dormire- senza sogni, fortunatamente.

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