ashuchan
22 June 2009 @ 01:11 am

Si
può
sapere
chi
cazzo
sono?

 

 

Davvero perdonarlo sarebbe un altro passo verso me? Non voglio perdonarlo, odiarlo è una delle poche cose che mi è rimasta... che schifo...
 
 

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ashuchan
07 June 2009 @ 09:05 pm

E ho chiesto scusa, e mi sono impegnata, e mi sto impegnando, correndo il più lontano da quella me prosciutto e melanzana, da quella parte di me che è la pietra dello scandalo, la prima causa incausata, Pandora e il suo vaso insieme.
Sto correndo, e corro, corro, corro, pregando che sia la volta buona, che non sia (di nuovo) fatica inutile perché nel bene o male, ogni cazzo di volta si è sempre ripassati dal via.

 

 

BRIGHT  LIGHTS


Cast your mind back to the days

When I’d pretend I was ok

I had so very much to say about my crazy living

Now that I’ve stared into the void

So many people I’ve annoyed

I have to find a middle way, a better way of giving

 

So I haven’t given up

But all my choices, my good luck

Appeared to go and get me stuck in an open prison

Now I am trying to break free

Be in a state of empathy

Find the true and inner me

 

Eradicate the schism

 

No-one can take it away from me

And no-one can tear it apart

Because a heart that hurts is a heart that works

A heart that hurt is a heart that works

 

A heart that hurts is a heart that works!!!

 

No-one can take it away from me

No-one can tear it apart.

It may be an elaborate fantasy but it’s the perfect place to start

 

Because a heart that hurts is a heart that works

A heart that hurts is a

 

heart that works!!!

 


 
 
Current Mood: confused
Current Music: Bright lights - Placebo
 
 
ashuchan
06 June 2009 @ 01:52 am
Meet me in outerspace
I will hold you close, If your afraid of heights
I need you to see this place, It might be the only way
That I can show you how, it feels to be inside of you
How do you it, make me feel like I do
How do you do it, its better than I ever knew
 
 
Current Mood: sleepy
Current Music: Black Heart Inertia - Incubus
 
 
ashuchan
01 June 2009 @ 07:29 pm
... è che ho solo molta voglia di riverdelo, tutto qui.
 
 
ashuchan
29 May 2009 @ 01:29 am
A parte che non ho molta voglia di dormire, dovrei essere già a letto.
A parte che questa frase non ha senso, sono stanca e questa camera è un disastro.
Ho paura che se mi addormento ora non sarò più in grado di andare avanti. C’è qualcosa di sottilmente pesante in questi giorni di fine maggio, qualcosa di incredibilmente nostalgico.
Una sinestesia giornaliera. Faccio cose e vedo gente, sento il sapore di qualcosa che ho mangiato con gusto in passato, ma non me ne ricordo il nome.

Ho una dannata voglia di scrivere qualcosa di dannatamente buono, troppo buono perché possa venire ignorato. Qualcosa che soddisfi il mio ego scrittorio attuale.

ho bisogno di Marco. E lo so, sono così monotematica, ma marco è la mia via per tornare al di là di me. quell’Ashu che ha fatto innamorare tante persone, quella che so che posso essere senza uccidere chiunque intralci la mia strada. Quella che tira fuori le pistole al momento del bisogno, e non appena entra in una stanza.
Meno irritabile. Anche se sembra strano.
Marco è la porta di questo, il simbolo involontario di un cambiamento tanto auspicato quanto da celebrare quando arriva il suo momento. Devo solo chiedergli scusa, dopo può andare a farsi fottere. (Qualcosa nel mio cervello mi ha appena detto che “andare a farsi fottere” non sarebbe molto in linea con il mio cambiato me, per cui mi scuso per il refuso della mia vecchia personalità).
Non è un problema così schizofrenico, il punto è… il punto è… che non ci riesco più.
Mi sto antipatica. Mi irrito da me.
Voglio solo una coccola, di quelle belle vere, sentite anche da me e non solo da chi me le fa.
Che strane le incongruenze fra le volontà delle persone, sono confuse come le loro interpretazioni della realtà.
Buffo. Tu credi e quindi è vero. È sempre così.
Anche quando fai un incidente in macchina: pensavo girasse a sinistra.
Ciccia. Ho tirato dritto.
Pensavo stessi tenendo la bici. E invece mi sono rotta un piede quando credendo questo l’hai mollata.
Il punto è sempre quello. Posso, perché no? Voglio, è così rilevante se posso o meno? La mia morale è così rigida o posso piegarla? E se scoprissi di non averne –scoperta non necessariamente grave, dopotutto- se non ne avessi affatto, di quali enormi cose potrei scoprirmi capace?
È meglio sapere o non sapere?
L’ignoranza è forza, come sosteneva Orwell?
._. in need di discorsoni seri con gente nuova.
 
 
Current Mood: sleepy
 
 
ashuchan
24 May 2009 @ 02:24 pm
Sono così scema. Continuo a guardare quella stupida locandina alla ricerca di tracce di me, come se qualcosa io ti avessi lasciato, come se quello che è sucesso possa averti cambiato, in qualche modo.
Guardo quella stupida copertina e c'è una fragola e penso a me, te, Momo, Nana e poi c'è la Toshi.
La Toshi.
Dio solo sa, dio solo sa... dio solo sa che cosa? Nemmeno dio sa niente di questo stupido groviglio di rimorsi e rimpianti e di sostituzioni dell'ultimo'ora.
Quest'anno c'è la Toshi, l'anno prima Alex. E io come una stupida, che sempre cercavo di vedermi in qualcosa, qualcosa che fosse di più di una pausa pranzo.
Come una stupida attricetta che tenta di sfondare, ma rimane sempre dietro le quinte a portar l'acqua agli attori.
La cui unica funzione è essere il plauso immediato, il preludio all'approvazione sicura del pubblico, dopo la quale può anche venir dimenticata. Ecco. Proprio così.
 
 
Current Mood: crushed
 
 
ashuchan
22 May 2009 @ 03:51 pm

Incredibilmente senza nulla da fare. Aspetto la telefonata di Vincenzo, penso a cosa mettere nella borsa per la piscina e rifletto sulle pagine del quaderno che ho trovato.

Era un regalo della zia Rita, l’ho smembrato.

Quel natale il titolo mi era sembrato stranamente azzeccato; “love and friends” e presto ci sarebbero stati tutti. Casa mia invasa dal summit Modena-Torino, capodanno 2007/2008.

L’avevo messo da parte, con lo strano proposito da romanzo rosa di far scrivere qualcosa a ciascuno dei miei ospiti su quelle pagine; love and friends. Mi sembrava così appropriato.

Il proposito l’ho mantenuto e un anno dopo tutto questo mi sembra così assurdo, surreale e anche un po’ ironico.

Tragicomico.

In prima istanza fa ridere, ma se mi fermo a riflettere quel sorriso muore come si è spento tutto, da tempo.

Sarebbe difficile spiegare tutto quello che è cambiato in poche righe, probabilmente nemmeno le pagine di un romanzo potrebbero catturare quello che è successo.

È strano.

O forse no. Forse tutto quello che è passato, tutto l’amore improvviso e tutto l’odio che ne è seguito, le faide, le lacrime, i pettegolezzi, forse è questo quello che ti intendono quando ti dicono “crescerai”, con l’aria di chi la sa lunga.

Ma la surrealtà è il tema principale dello spin off gay di Dowson’s creek.



(voglio quel tatuaggio ç.ç”)

 
 
Current Mood: blah
Current Music: When you were young - The Killers
 
 

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ashuchan
10 May 2009 @ 07:27 pm
"Il tempo per la lettura è sempre tempo rubato" (Pennac)
Anche quello rubato alla scrittura, a quanto sembra.


Capitolo finale )
 
 
Current Mood: busy
 
 
ashuchan
04 May 2009 @ 07:51 pm
Si addormentarono così, uno sull'altro. Carl si svegliò presto, con una calma inaspettata. Fortunatamente l'ufficio si trovava a poca distanza dall'ospedale. Osservò Lu da vicino: sotto l'abrasione cominciava a comparire l'ombra violetta di un livido. Carl si guardò intorno, controllando che non ci fossero infermiere e medici in giro e si chinò a baciare le labbra sottili di Lu.
-Buongiorno. Devo andare al lavoro.-
-Mh...- Lu provò a rigirarsi nel letto, ma non riuscì a far altro che un piccolo movimento col busto.
-Cazzo.- mormorò a mezza bocca.
-Andrà meglio.-
-Sì, certo, come no.-
Carlo roteò gli occhi, saltò giù dal letto e bloccò un'infermiera. Parlarono per qualche minuto, poi Carl si eclissò. Passarono cinque minuti prima che tornasse.
-Caffè e colazione a letto, più tardi però. Non c'è nemmeno lo zucchero o il latte perchè vogliono farti non so che prelievo per non so che cosa. Però è caffeina, anche se comunque fa schifo.-
-Bello.- Lu sorrise, allungando la mano verso il bicchierino di plastica.
-Non penso di riuscire a tornare in la pausa pranzo, ho alcune pratiche da sbrigare, ma vengo nel pomeriggio.
-Ok...- Lu bevve un lungo sorso, svuotando per metà il bicchiere. Sembrava svuotato anche lui, improvvisamente abbandonato dalla spavalderia della sera prima.
-Non ti chiederò come stai, mi sembra scemo.-
-Lo è. Me ne sto rendendo conto.-
Carl tornò a baciarlo, con una nuova premura quasi cameratesca.
-Mi sbrigo e torno. Fai tutto quello che ti dicono, ok?-
Lu annuì, notando divertito un'infermiera allibita.
-L'hai scioccata.-
-Se fa l'infermiera non dovrebbe sconvolgerla niente. Avrà visto gente vomitare sangue, arterie schizzare fino al soffitto...-
-Carlo, che schifo.-
-Ciao Lu. Vado a farre una doccia in ufficio poi al lavoro.-
-Ciao.-
Un altro bacio leggero, rapido e caldo, al sapor di caffè.


(forse sto scrivendo dannatamente troppo, ma è anche dannatamente divertente! <3)
 
 
Current Mood: calm
Current Music: Hate Me - Blue October
 
 
ashuchan
04 May 2009 @ 12:38 am
Ogni giorno un po'. Sono divertenti <3

click here for more )
 
 
Current Mood: sleepy
Current Music: Jenny was a friend of mine - The Killers
 
 
ashuchan
03 May 2009 @ 11:01 pm
Tutto questo merita una citazione pesante.
Pensavo di aver abbandonato il set da un po’, e invece se ci penso ho solo cambiato genere: sono finita in una commedia sessual-sentimentale di dubbio gusto.

-Buongiorno, stavo cercando una gonna nera, semplice…-
-Che taglia? Per lei può andar bene una M…-
-Ma non è per me, è per lui.-

-Comunque non ti preoccupare, non è che non si sia alzato dal letto perché è arrabbiato con te: semplicemente non trovava più le mutande.-

-La prima scena del film è solo un fuff fuff bla bla: c’è lui che ravana dentro di lei e lei che parla di “ah, quando mi avete rapita…”-


Prego aggiungetene altre, se ve le ricordate! *O*
 
 
Current Location: scrivania in camera mia
Current Mood: chipper
 
 
ashuchan
03 May 2009 @ 10:28 pm
Tadaaaan!
Cambiato layout, credo provvisorio. In quello definitivo vorrei una pozzanghera <3 Au revoir gentaglia, vado a fare le Confessioni di S.Agostino (ma che avrò mai fatto di male?)

Ps: ricordatemi che a piedi scalzi e in pantaloncini fa dannatamente freddo!
 
 
Current Location: scrivania in camera mia
Current Mood: cold
 
 
ashuchan
01 May 2009 @ 06:19 pm
Il frutto delle fatiche di una nottata. Non mi dispiace in realtà, anche se non l’ho nemmeno riletto. E non so che fine faranno, ma questi due mi piacciono. Mi sembrano due poli di una calamita, che cambiano segno a velocit non sincronizzate: ogni tanto si attraggono, ogni tanto si respingono…

(Devo cambiare layout, e non ho il tempo. Shit.)



-E… dottore… mi dica… il… sesso?-
-Non possiamo saperlo subito, così. Ci vorrà tempo. I primi tempi l’impotenza potrebbe essere solo causa delle stress, dello shock o dell’ansia da prestazione. È possibile che sia solo una conseguenza psicologica dell’incidente, oppure una lesione del midollo spinale. Deve avere pazienza. Non vorrei davvero ripeterglielo così spesso, ma….-

Lu smise di ascoltarlo e nella sua mente impallata dagli antidolorifici pensò a Carl. Carlo in realtà, ma si faceva chiamare da sempre con quel diminutivo americaneggiante, così come lui si faceva chiamare Lu, forma molto breve di Luigi.
Gli tornò in mente la scena di appena la sera prima: lui sdraiato a bocconi su Carl, in un eccesso di passione nato nell’ingresso e approdato lì, sul suo letto. Lu stava armeggiando con la cintura dell’altro quando questi lo interruppe.
-No…?- Lu gli chiese con una punta di disapprovazione.
-Aspettiamo… domani…- aspettare, perché aspettare, al diavolo! Tempo, voglia e preservativi c’erano, perché no? – Ti sembrerà stupido ma ne abbiamo parlato così tanto. Voglio che sia una cosa seria, e che nessuno dei due sparisca dopo un paio di scopate. Quindi, per una volta, voglio che sia tutto calmo lento e perfetto.-
Lu lo fissò negli occhi, scettico: era uno di quei momenti nella vita di un uomo quando il sangue non affluisce adeguatamente al cervello ma circola abbondantemente in altre regioni, rendendo la logica un alquanto gradito optional.
-Tanto non c’è fretta, no?- gli domandò Carl, baciandolo sulla punta del naso.
No, fretta no. In fondo l’appuntamento era per la sera dopo (la sera di oggi) alle 19:00 in un piccolo ristorante, poi in un locale di cui avevano sentito parlare bene, giro di birre, saluto agli amici e poi a casa di Carl per sano, vigoroso e desiderato sesso.

Lu chiese all’infermiera se gli fosse possibile utilizzare il cellulare, ma la donna gli fece no con la testa e disse –Fuori.-
-Ma io fuori non posso andare, ed è una cosa importante. È urgente.-
Lu fissa l’orologio: le 23:00 precise. Ci mette qualche minuto a contare che sono passate 4 ore precise, e che a tale cifra ammonta il suo ritardo.
Un’altra infermiera più giovane (e che troverebbe carina se non fosse gay) gli allunga un telefono portatile: -Può chiamare da qui, ma per poco tempo. Dopo deve riposare. Ha dolore?-
-No, no…-
Lu digita il numero che ha imparato a memoria in fretta, e aspetta trattenendo il fiato.
Uno. Duuuue. Tre. Quuuuaaattro. Cinque. Seeeee-
-Pronto?-
-Carl, sono io.-
-Vaffanculo!-
-No Carlo non mettere giù per l’amor di dio ti prego è importante!-
-Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo! Se non eri d’accordo potevi dirmelo! Se una relazione, e non aggiungo nemmeno seria perché siamo noi che non abbiamo mai avuto relazioni, se una relazione ti spaventava, beh, stronzo potevi dirmelo!-
-Sono in ospedale.-
-Raccontalo a tua madre.-
-Dio, l’avranno avvertita?- si chiede Lu, stupito.
-Oddio, ma dici sul serio, quindi?-
-Sì, ecco, ho avuto un incidente… mi hanno preso sotto in motorino, un pischello di 15 anni, lui sta bene.-
-Me ne sbatte una sega di come sta quel teppista! Tu, piuttosto?-
-Beh, dolorante, trauma cranico e…-
-Signore, mi scusi, il telefono.-
-Devo andare Carl.-
-Dove sei ricoverato? Posso venire ora?- Lu gira la domanda all’infermiera, che fa un cenno di assenso. –Per la notte.-
 
 
Current Location: scrivania in camera mia
Current Mood: artistic
Current Music: None
 
 
ashuchan
26 February 2009 @ 10:44 pm
Chissà se ogni tanto passi ancora a leggere da queste parti.
Te lo ricordi che ti ho detto un po’ di tempo dopo la festa glam?
“stringerti la mano e vedere te e tuo padre fare gli stupidi mi ha riempito il cuore… e ho pensato che volevo far parte della vostra famiglia”
Sbagliato il luogo, il momento, la persona.
Mi dispiace aver fatto il casino. Ma non riuscivo più a combattere per “noi”, non riuscivo nemmeno a gestire “me”.
Ed è inutile ripeterlo in questa sede: io sono la solita stronza bastarda ed egoista, per cui la scelta è stata ovvia. Brutale, l’ammetto.
Mi dispiace.
Mi dispiace di aver perso quei rari sorrisi, il fatto che ti aprissi con me, che ti fidassi, che ti confessassi a me. Mi dispiace di aver perso quei pomeriggi caldi a casa tua, dove irrimediabilmente mi addormentavo sul pavimento freddo XD
Anche la chiesetta. La tua calma e rassicurante presenza.
Forse è un po’ presto e un po’ fuori luogo, ma non mi dispiacerebbe affatto se tornassimo ad essere come quando mi hai insegnato a cantare questa stupida canzone sentimentale.
La sento e mi ricordo di te. La chitarra, casa vuota, le tre di pomeriggio e… io che canto alla finestra, con te che suoni sul letto.
Il tato in tutto questo viene dopo. Molto dopo.
Continuo a cantarla, e mi fa sempre compagnia, come quando la cantavo al lavoro, sentendomi irrimediabilmente sola, aspettando che qualcuno venisse a prendermi, mi mandasse un messaggio o mi calmasse…
Tutto questo è un po’ surreale, non credi, uffre?
Ma mi chiamo ashu per un motivo…
 
 
Current Location: divano
Current Mood: good
Current Music: Fix You - Coldplay
 
 

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ashuchan
31 January 2009 @ 10:39 am
Non voglio cancellarti da tutto. Non voglio dimenticarti. Un po' perchè non voglio, un po' perchè non posso. Sei stato tanto in poco tempo.
Mi manchi.
Le e aperte.
Quando mi chiamavi polpetta.
Quando trovavo un tuo messaggio inaspettato.
Gli abbracci soffocanti.
Tutto, insomma.
Voglio credere di essere solo troppo in anticipo rispetto ai tuoi tempi. Voglio credere ciecamente in questo. Non voglio dar credito alla possibilità di non essere abbastanza per te da farti cambiare idea, anche se, molto probabilemente, è così.
Sei l'unica persona che mi facesse sorridere anche col cuore, dopo tanto tempo.
Sei l'unica persona che adesso vorrei vedere.
Ed è proprio questo il problema.
Spero di essere capace di andare avanti. Faccio sempre più fatica a stringere i denti, a farmi patpat da sola e muovere passi verso il mondo.
Mi sento di nuova senza alcuno al mondo.
Nessuno. Nessuno...
 
 
ashuchan
15 January 2009 @ 01:58 am
Parti di me che non conosco, che scopro andando avanti.
Parti di me che ho sempre saputo esistere, e che si sono gettate sulla carta perché ero incapace di esserle.
Nicolae. Rumeno, solo per lo sfizio di aver uno straniero nelle mie file. Rumeno perché i rapinatori assassini di quella ispirante notizia erano di quella nazione.
Per il resto, niente.
Nic.
Nic sa. Non ho ancora capito cosa, ma se lui sa io so, per forza.
Capirò cosa lo rende così calmo e saldo nel mondo.
Cosa non lo fa andare nel panico. Cosa lo rende capace di essere semplicemente così com'è.
Qualcosa di lui in tutta me ci sarà pure.
C’è, di sicuro: basta solo trovarlo. E sboccarlo.

Un po’ come il livello bonus in certi videogiochi: magari lo finisci lo stesso, ma se fai anche quelli segreti, è meglio.
Dopo puoi pure tirartela una cifra :D
 
 
Current Mood: nani?
Current Music: Angels or Devils - Dishwalla (live)
 
 
ashuchan
11 January 2009 @ 07:37 pm
Quanto è inutile scrivere qui? ._.

Vorrei sfogarmi, ma non ci riesco.

Tags:
 
 
Current Mood: sick
 
 
ashuchan
05 January 2009 @ 03:16 pm

Mi sveglio e penso a te. Penso a quanto abbiamo condiviso della nostra vita, e quanto poco continui a fare per te. Quanto io sbagli, sempre, ogni giorno, pronunciando il suo nome come se non ci fossero più problemi. Come ti faccia, involontariamente, arrabbiare.

Penso a quanto io sia pesante.

E quanto tu sia paziente. Penso ai milioni di cose che vorrei dirti, che ti ho detto, che ti dirò – perché sono sempre alla ricerca di quelle parole che esprimano il mio amore per te.

Amoti non basta.

Ti amo non è sufficiente.

Sei il mio mondo. Forse sì, ma lo trovo troppo drastico.

Rileggevo il blog, riflettevo, e mi sono accorta con una subitanea sorpresa, di non averti dedicato altro che parole di addio.

Che post di amore ce ne sono per il Tato, per Na, per la Bimba ma per te c’è un misero post di addio, scritto una sera d’estate alle 2 del mattino, dopo il lavoro, fumando le sigarette che poi Uffre mi buttò in una siepe.

Sai, mi manchi, ogni giorno. Vorrei vederti sempre, sempre, sempre, annusare il tuo profumo di mela, tenerti la mano – anche se non vuoi.

Vorrei essere lì per stringerti ogni volta che emoizzi, ridere con te per ogni cosa buffa, asciugare ogni tua lacrima. Vorrei poterti amare come dovresti essere amata.

Ma quella persona non sono io.

Sembra sempre un po’ surreale, se ci pensi.

Come ci siamo incontrate, e quando ci siamo riviste.

Quando entri in una stanza e riesci a vedere tutto l’animo di una persona con un solo sguardo.

La tua sola presenza è il palliativo di ogni mio male, ogni tua parola è un respiro di felicità, come quell’urlo il 161206.

Non posso dimenticare la tua mano che stringe la mia.

Non posso dimenticare il tuo bacio sulla mia fronte la sera di quel capodanno.

Non posso dimenticare nulla di te. Nulla.

Ti guardavo l’altro giorno, nel negozio, ti guardavo e pensavo a quanto bene io ti voglia.

A quanto amore io provi per te, e quanto io sia minuscola rispetto a tutto ciò. A quanto sono incapace di dimostrartelo ogni giorno perché sono troppo presa da me stessa, dai miei problemi, dalle mie mancanze e dalle mie troppezze (nani? ._.) per essere davvero solo tua.

Non so nemmeno cosa voglia dire, ora che ci rifletto.

So che vorrei essere di più, sempre più, sempre, sempre, sempresempre.

Vorrei essere il meglio di me, per te. Anche se so che non sarò mai una persona buona, io, che mi rifletto nei tuoi occhi, volevo essere forte e flessibile come l’eroina di una manga, troppo buona per essere vera.

Sto ancora cercando quelle parole che mai avranno un senso, quelle parole che accompagnino i piccoli gesti e li rendano grandi, e significativi.

Non ci sono e continuo a pensarci.

Per me esiste un solo eroe, e quell’eroe sei tu.

 
 
Current Mood: <3<3<3
Current Music: Tears and Rainbows - Olivia inspi' Reira
 
 
ashuchan
02 January 2009 @ 12:40 pm
Ce l'ho quasi fatta. Quasi. Non sono sicura dei colori, e non riesco a mettere un font più piccolo. Inoltre non ho trovato un layout che abbia le icone E la possibilità di modificare tutto. Ma tant'è...
Adesso studio e scrivo, poi la ricerca continuerà! è_é
Tags:
 
 
Current Mood: artistic
 
 
ashuchan
02 January 2009 @ 01:51 am
Ama Snatch. Così, a muzzo. Momento così. Vuole baciare Snatch perchè quel bacio dato di straforo a Milano è stato... mi verrebbe da dire sincero, ma non sono sicura che sia l'aggettivo giusto. E' stato inaspettato. Uno di quei baci che ti immagini di ricevere dal più figo della scuola che all'improvviso si accorge di te. Sì, è stata sicuramente una sensazione simile.
Mi batte il cuore a pensarci adesso.

Sere fa discussi con mia madre perchè volevo fuggire a Milano. La febbre poi mise fine ad ogni possibilità di replica, ma ripreso il discorso più avanti mi disse che potevo invitarla qui per un giorno, due. E lei l'avrebbe conosciuta. E lei avrebbe pensato se poteva darmi l'opportunità di andare a Milano da sola per andare a casa di Snatch.

Non so perchè io ci stia riflettendo adesso, e nemmeno perchè lo stia scrivendo. Dovrei fare cose più importanti, mantenere i miei buoni propositi. Dormire. Ma mi è venuto in mente, e non volevo dimenticarlo.

Vorrei davvero che la trovasse una bella persona quanto io credo che lei sia, sebbene complicata. Sebbene stupenda. Meravigliosa. Che almeno capisse cosa simboliggi in bene Snatch per me.
Snatch çOç
 
 
Current Location: scrivania in camera mia
Current Mood: contemplative
Current Music: mann gegen mann - rammstein