Mi sveglio e penso a te. Penso a quanto abbiamo condiviso della nostra vita, e quanto poco continui a fare per te. Quanto io sbagli, sempre, ogni giorno, pronunciando il suo nome come se non ci fossero più problemi. Come ti faccia, involontariamente, arrabbiare.
Penso a quanto io sia pesante.
E quanto tu sia paziente. Penso ai milioni di cose che vorrei dirti, che ti ho detto, che ti dirò – perché sono sempre alla ricerca di quelle parole che esprimano il mio amore per te.
Amoti non basta.
Ti amo non è sufficiente.
Sei il mio mondo. Forse sì, ma lo trovo troppo drastico.
Rileggevo il blog, riflettevo, e mi sono accorta con una subitanea sorpresa, di non averti dedicato altro che parole di addio.
Che post di amore ce ne sono per il Tato, per Na, per la Bimba ma per te c’è un misero post di addio, scritto una sera d’estate alle 2 del mattino, dopo il lavoro, fumando le sigarette che poi Uffre mi buttò in una siepe.
Sai, mi manchi, ogni giorno. Vorrei vederti sempre, sempre, sempre, annusare il tuo profumo di mela, tenerti la mano – anche se non vuoi.
Vorrei essere lì per stringerti ogni volta che emoizzi, ridere con te per ogni cosa buffa, asciugare ogni tua lacrima. Vorrei poterti amare come dovresti essere amata.
Ma quella persona non sono io.
Sembra sempre un po’ surreale, se ci pensi.
Come ci siamo incontrate, e quando ci siamo riviste.
Quando entri in una stanza e riesci a vedere tutto l’animo di una persona con un solo sguardo.
La tua sola presenza è il palliativo di ogni mio male, ogni tua parola è un respiro di felicità, come quell’urlo il 161206.
Non posso dimenticare la tua mano che stringe la mia.
Non posso dimenticare il tuo bacio sulla mia fronte la sera di quel capodanno.
Non posso dimenticare nulla di te. Nulla.
Ti guardavo l’altro giorno, nel negozio, ti guardavo e pensavo a quanto bene io ti voglia.
A quanto amore io provi per te, e quanto io sia minuscola rispetto a tutto ciò. A quanto sono incapace di dimostrartelo ogni giorno perché sono troppo presa da me stessa, dai miei problemi, dalle mie mancanze e dalle mie troppezze (nani? ._.) per essere davvero solo tua.
Non so nemmeno cosa voglia dire, ora che ci rifletto.
So che vorrei essere di più, sempre più, sempre, sempre, sempresempre.
Vorrei essere il meglio di me, per te. Anche se so che non sarò mai una persona buona, io, che mi rifletto nei tuoi occhi, volevo essere forte e flessibile come l’eroina di una manga, troppo buona per essere vera.
Sto ancora cercando quelle parole che mai avranno un senso, quelle parole che accompagnino i piccoli gesti e li rendano grandi, e significativi.
Non ci sono e continuo a pensarci.
Per me esiste un solo eroe, e quell’eroe sei tu.