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ashuchan
18 November 2010 @ 01:45 am

Lo so che dovrei concentrarmi su altro -università e finire i progetti iniziati, tipo- ma non me lo ricordo mai e comincio altre cose che, comunque, non saranno mai finite.

Ma dato che questo pezzo non vedrà mai la luce nella storia di cui farebbe parte (che, al solito, è narrata in prima persona al presente - Palahniuk, dovrei davvero ringraziarti per avermi influenzato così tanto con il metodo narrativo più improbabile del mondo) data la mancanza del prottagonista... ve lo smollo, sì <3

 

Steve lascia scivolare la mano tra i capelli ondulati i Deb, raccogliendo un'esigua manciata di fili nerastri.
-Dai, che ho bisogno di una doccia.-
-A me non importa, sei bellissima così.-
-Certo, dopo aver fatto sesso di solito le persone sono un po' stravolte, ma appagate...-
Steve ride, nascondendo il sorriso dietro la mano tatuata. - non intendevo quello. Prima, durante e dopo il sesso... tu sei sempre bellissima.-
-Steve...- Deb si nasconde sotto le coperte, imbarazzata quasi dalle parole di Steve. Potrebbero sembrare troppo dolci, troppo pesanti in qualche modo ma la verità è che ha mettere a disagio Deb è il sorriso che ha il ragazzo. La sincerità del suo sguardo, la luce del suo sorriso... le sue parole non sono il frutto di un calcolo o di una spinta al dovere dei primi mesi. Niente del genere.
È come un bambino che ti afferra la mano per farti scendere al suo livello, per mostrati il suo giocattolo preferito.
Steve è spontaneo quanto un urlo ogni volta che il tuo mignolo prende in pieno uno spigolo, o come la sottile fitta di piacere che ti coglie ogni volta che assaggi il tuo piatto preferito.
Ogni cosa di lui fa impazzire Deb  - il modo che ha di sorriderle, di parlarle, di stupirsi per delle stronzate.
La sua spontaneità la mette però a disagio, a volte. Lei è cresciuta in una famiglia così rigida, genitori avvocati, fratello dottore, uno zio rigidamente prete.
Pranzi della domenica, lunghe discussioni sul bene e sul male, il peccato e la virtù, l'astinenza e la sacralità del matrimonio.
E ora era a letto con un ragazzo di un paio d'anni più giovane, pieno di tatuaggi fino al collo, anche sulle nocche delle dita, un piercing al naso terribilmente femminile. Senza essere sposati. E si era appena esibita in un club gay.
-Deb, vuoi uscire da lì?-
-No, se mi rifai la faccina da bambino speciale io non esco! Lo sai che è stupida!-
-Ma non lo faccio apposta!-
-Beh, allora sei stupido pure tu.-
Steve scopre con un gesto rapido il broncio imbarazzato di Deb e le sorride.
-Vedi? Questa faccia!!!- le guance della ragazza si colorano appena di rosa mentre si alza dirigendosi verso il bagno.
-Ma non lo faccio apposta!-
-Oh, tutte scuse.- Deb si infila l'accappatoio verde lanciato sul pavimento la notte prima. Steve, uno scemo. Le aveva fatto togliere il trucco, fatto fare una doccia e poi l'aveva persuasa a fare sesso. Si era ritrovata più sporca e più sudata che dopo lo spettacolo.
Steve si copre appena con un cuscino, ma il gesto non sfugge a Deb.
-Non ci credo.-
-Che ho fatto?-
-Il cuscino.- Deb lo indica con un'unghia smaltata d'argento.
-Eh. Ehm...- Steve abbassa lo sguardo, diventando rosso.
-Non ci credo.-
-Guarda che se vuoi lo tolgo!-
-NO!- Deb si trattiene appena dal ridere. -Abbiamo delle cose da fare oggi, non possiamo perdere tempo con uno dei nostri Rendez-vous...-
-I nostri cosa?-
-Steve, niente. Vado sotto la doccia e... sì, beh. Ciao.-
il ragazzo la guarda lasciare la stanza e a malincuore si lascia cadere sul letto sfatto.
-dannazione.-
Il cuore gli batte forte, il sorriso non gli si stacca dalla faccia e basta il suono della voce di Deb o il suo pensiero a farglielo venire duro.
Probabilmente è innamorato.
E la cosa non lo spaventa. Ne prende nota come nota che il cielo fuori è inaspettatamente azzurro o come si accorge dei due messaggi nel telefonino.
“Deb è stata grandiosa. Mi piace. Salutala.” - Stef.
“Deb è stata grandiosa. Mi piace. Molto. Vai e scopatela in tutte le posizioni che non avete già fatto, la routine annoia. Scopa molto.” -Brian.
 

 
 
Current Location: letto :D
Current Mood: contemplativecontemplative
Current Music: Starz in her eyes - Just Jack
 
 
ashuchan
16 November 2010 @ 11:28 pm
Trollata ieri da live journal, nel primissimo giorno del mio proposito di postare ogni giorno qualcosa, mi accingo a fare un doppio aggiornamento.

Ieri mi hanno detto che sono una persona sensibile. Ma non è affatto vero: è solo che so osservare molto bene, e dato il casino e la quantità di gente che è entrata durante la fisioterapia (tra cui il dottore giovane & gnocco di tyurno che, si sa, non manca mai) non ci voleva poi molto a capire il delirio in cui versava l’ambulatorio.
Sensibile.
Sensibile un corno. A volte trovo sia quasi un insulto.
Aggiungo come nota a margine che il dottore giovane & gnocco è anche simpatico: entrato in un momento di post-dolore acuto (ovvero stavo agonizzando sul lettino dopo essere stata tirata/schiacciata/manipolata in vari modi alquanto dolorosi) mi ha guardato e ha detto -è morta?-
E io: -Solo un po’-
Lui:  -Allora vado a prendere un sacchetto e ti portiamo via-
Avrei voluto dire “quando vuoi” ma la fede sul suo anulare mi ha fermato.
Sensibile. Vedete che è un insulto?

Altro caso degno i nota: la signora Effe ha deciso di punto in bianco che mi voleva portare a cena.
E io ho detto no.
No perché un uomo non si fa offrire la cena da una donna. Questo è fuori discussione.

Domani provo ad inventarmi qualcosa di meglio, magari finisco un racconto e lo posto. Magari.
 
 
Current Location: soggiorno
Current Mood: awake
 
 
ashuchan
14 November 2010 @ 11:59 pm
a un minuto da un giorno nuovo oggi decido di postare qualcosa tutti i giorni per i prossimi trenta giorni.

Me lo devo.
 
 
ashuchan

Se penso prima di fare le cose faccio dei casini. Mi blocco.

Se non ci penso faccio altri casini. Me ne pento.

Se mi lascio andare mi sento in colpa.

Se non mi lascio andare mi angoscio.

E beh, ma allora vaffanculo.

Continuano a perseguitarmi due frasi: la prima, di Achiman, dice "Questa cosa che quasi non fu mai e ancora ci tenta"; la seconda, di non so proprio chi "La gente vive la vita come se avesse una seconda possibilità, come se questa vita fosse la prova per un'altra vita, una vita definitiva. Ma questa non è una prova, questa è la vita definitiva. Viviamo una volta sola."

("Se non dopo, quando?" Achiman, di nuovo. Mi hai distrutto la vita.)

Ecco, e sono qui, a struggermi nella paura di diventare un ricordo, un aneddoto o, insomma, una memoria. Nel terrore esagerato di aprirmi un po' e vivere di più.

 

Luca, vaffanculo.

Luca, vai farti fottere.

Luca, se ti capita muori.

Luca, se ti capita ammazzati.

In questo momento, in questo momento così chiaro, vedo come la mia vita si sia rovinata per te, come tu sia riuscito a sputare su anni, o quasi, di amicizia in un solo semplice momento.

E non te ne è mai fregato un cazzo, sai? Non te ne è mai sbattuto niente, brutta merda che non sei altro. Brutta troia.

Porca puttana.

Se penso al tempo che ho sprecato a stare male per te, a sentirmi in colpa, a... Dio, se sono scema.

 

Forse Bright Lights è stato un tatuaggio prematuro, forse sto ancora attraversando quel tunnel.

Forse è venuto il momento di impegnarmi davvero ad uscirne.

Spero solo che il cielo (e forse anche un po' lui) mi aiuti.

 

Mi fido di te.

Oddio, davvero mi fido di te.



 
 
ashuchan
Mi sto preoccupando inutilmente, o forse è solo il temporale. Forse è la mia vita che fa un po’ schifo, e tutto va male, ma noi siamo così felici...
Forse ho solo saturno contro. Il fatto è che questa tristezza è senza origine, e non so se abbia una fine. È come una nebbia sottile, fumo che appanna la vista: pian piano ti ci abitui, ti adatti, finché non capitano eventi che chiarificano la situazione, che squarciano il velo.
E che dire, se sono capace di lamentarmi di una serata così forse qualcosa che non va c’è, forse, forse, forse.
Questa parola dalla mille possibilità, una due mille cento, tutte.
Mi sono divertita. Almeno la mia faccia, il mio corpo, una parte del mio cervello sorrideva: nei momenti giusti, alle battute forse (forse, forse, forse!) un po’ spinte, rispondeva ai sorrisi cordiali di (bei) volti nuovi.
Eppure il mio cuore s’incupiva, stretto come il polso fasciato che avrei voluto indagare più a lungo, costretto, quasi cacciato dalla felicità del momento.
Perché le persone nuove possono sempre deluderti. E a volte proprio non vale la candela.
E se poi te ne penti?
E se poi te ne penti?

O forse perché non sono piaciuta, perché sono rimasta in disparte, perché gli occhi e la mente fuggivano in altri luoghi che non fossero lì e in quel momento.
Ho sempre odiato quando mi capita di piacere troppo e subito a una persona che non voglio.
Ci sono illustri, illustrissimi e splendenti esempi, esperienze accumulate fra lacrime, risate e una peristalsi inversa.
Forse stasera avrei voluto. Forse avrei voluto di più, tutto, subito, si sa che non posso aspettare.
Forse sono triste perché ho capito che voglio, ma non cosa voglio, ma –e forse qui è il nodo gordiano!- non c’è un chi da volere.
Sia nel reale che nella mia anima.
Mi hanno fatto sentire di nuovo piccola, innocente, vergine di troppe esperienze, indegna, insulsa e per un lungo, assoluto totalizzante momento, sola.

E ora ho voglia di piangere, perché i ricordi si fanno presente, vecchie voci tornano dal passato, mi fa male lo stomaco e le lacrime non accennano a scendere.


Le vane parole spese stasera, i sorrisi gettati in un anonimo vuoto... vorrei sapere qual è la cosa giusta da fare. Vorrei sapere come fare qualcosa. Qualsiasi cosa che non sia rimanere ferma qui, ancora, e ancora e ancora e ancora ignorando il problema.
 
 
Current Mood: sadsad
Current Music: rumor di pioggia
 
 
 
ashuchan
13 May 2010 @ 05:16 pm
Oddio, voglio vedere se funziona davvero! XD Sarebbe una figata, io clicco qui e ZACK! Mi pubblica tutto sul blog. Che bella la vita al tempo di firefox *A*

 
 
ashuchan
11 May 2010 @ 05:55 pm
“Mi Piace Sviluppare La Mia Coscienza Per Comprendere Perchè Sono Vivo,
Cos’è Il Mio Corpo E Cosa Devo Fare Per Cooperare Con I Disegni Dell’universo.
Non Mi Piace La Gente Che Accumula Dati Inutili E Assume Comportamenti Posticci Plagiati A Personalità Importanti.
Mi Piace Rispettare Gli Altri, Non Per Le Deviazioni Narcisistiche Della Loro Personalità, Se Non Per Il Loro Sviluppo Interno.
Non Mi Piace La Gente La Cui Mente Non Sa Riposare In Silenzio, Il Cui Cuore Critica Gli Altri Incessantemente,
Il Cui Sesso Vive Insoddisfatto, Il Cui Corpo Intossica Senza Saper Godere Dell’essere Vivo.
Ogni Secondo Di Vita È Un Regalo Sublime.
Mi Piace Invecchiare Perchè Il Tempo Dissolve Il Superfluo E Conserva L’essenziale.
Non Mi Piace La Gente Che Per I Propri Retaggi Infantili Converte Le Menzogne In Superstizioni.
Non Mi Piace Che Ci Sia Un Papa Che Predica Senza Condividere La Sua Anima Con Una “Papessa”.
Non Mi Piace Che La Religione Sia Nelle Mani Di Uomini Che Disprezzano Le Donne.
Mi Piace Collaborare E Non Competere.
Mi Piace Scoprire In Ogni Essere Questa Gioia Eterna Che Potremmo Chiamare Dio Interiore.
Non Mi Piace L’arte Di Chi Divinizza L’ombelico Di Chi La Pratica.
Mi Piace L’arte Che Serve A Guarire. Non Mi Piacciono Gli Stupidi Pesanti.
Mi Piace Tutto Ciò Che Provoca Il Riso. Mi Piace Affrontare, Volontariamente, Il Mio Dolore Con L’obiettivo Di Espandere La Mia Coscienza.”
 
 
Current Location: soggiorno
Current Mood: cheerfulcheerful
Current Music: Por Osmar - Alejandro Jodorowsky, legge Filippo Timi (Parole Note)
 
 
ashuchan
18 February 2010 @ 02:20 am
EB  

Chissà perché ogni tanto mi tornate in mente.

I vostri sorrisi, i vostri abbracci. Mi facevate sentire meno sola, questa è la verità. E forse è la possibilità che io veramente potessi innamorarmi di voi – o che lo fossi- ad avermi affascinata.

Forse da qualche parte esiste qualcuno – qualcuno che sia davvero la somma di tutti voi, qualcuno che... boh, semplicemente, esiste giusto per me e per lui. Tutto qui.

È solo che ogni tanto pare troppo difficile da incontrare.

 
 
Current Location: poltrona sotto al letto
Current Mood: blahblah
Current Music: Lazarus - Placebo
 
 
ashuchan
15 January 2010 @ 07:36 am
Hicchan             scrive:
*Questi ultimi 5 minuti sono stati così belli che nella mia testa li ho pensati come se li scrivessi/leggessi. Mentre ti agitavi come una scema eri così splendida che avrei voluto scriverci su un romanzo.


Non potevo tenerlo solo nella cronologia dei messaggi.
 
 
Current Location: soggiorno
Current Mood: lovedloved
Current Music: Bright Lights - Placebo
 
 
ashuchan
15 January 2010 @ 04:47 am

Quando dicevano che la notte è lunga.

 

La notte è lunga davvero. Che tu stia studiando, ascoltando musica o forse anche leggendo, o magari guardando uno di quegli stupidissimi summer video che la tua band ha fatto durante il tour estivo -sospetti più che altro per avere una scusa per filmare il nuovo batterista in più di un atteggiamento ambiguo- la notte è lunga.

Specie se sei da sola.

Non so perché io stia meglio la notte. Forse è proprio la solitudine. Di certo non è la temperatura: ho sentito spegnersi la caldaia qualche minuto fa e sto lentamente congelando.

Forse è il silenzio – e allora perché ascolto per la milionesima volta canzoni che già sapevo a memoria?

I miei polpastrelli sono gelati e i miei piedi hanno la stessa temperatura delle zampe dei pinguini.

(parentesi: chissà come mai questa canzone non è diventata il grido dei giovani giovani contro il mondo. Ha tutto: affanculo il governo, la fine del mondo e l'amore eterno. Sarà che è dei Placebo ed è stata discriminata? Ma questo non c'entra molto).

Ultimamente il mio umore è molto peggio del solito: è come se avessi di nuovo sedici anni, voglio morire, voglio essere perfetta, le parole di mia madre pesano come macigni e il mio posto nel mondo sembra solo uno spreco di spazio.

E allora prendo un grosso sospiro, lascio che cada qualche lacrima e poi mi guardo il braccio, dove temporaneamente c'è scritto Bright Lights. E allora sorrido, e chissinefrega, sono pronta a volare via, a fare quello che voglio a essere chi sono.

Non mi dimentico di essere chi sono.

Perché è già da molto tempo che sono uscita dalla tenebre e sono nella luce;il buio essenziale alle mie spalle ancora lì pronto ad inghiottirmi,sono sospesa nell'ombra leggera, ma sono rivolta alla luce.

Vorrei scrivere del bel posto dove la mia mente è atterrata, dei sogni che si sono trasformati in un bel rifugio e non --- ommidio ma questa canzone è ORRIBILE!!!

Dicevo. Non più quel posto orribile dove questa canzone verrebbe suonata di sottofondo, non sono più manifesti più o meno chiari dei miei problemi.

Anzi, stanotte hanno mostrato i problemi di mi cugina, alla quale, forse, dovrei stare davvero più vicina. E lei già più volte mi ha chiesto aiuto in un modo o nell'altro, ma dato che sono la solita stronza...

 

No, fai *TROPPO* schifo. Placebo, EPIC FAIL. Questa e Protect me from what I want. Mai più.

 

A-ehm.

 

 

Ho fame, ho mal di testa, male al collo e freddo ai piedi. E voglio un tè.

 
 
Current Location: soggiorno
Current Mood: blahblah
Current Music: Miss Moneypenny - Placebo